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Il mio tetto è adatto al solare? Orientamento, pendenza, ombra e superficie
9 maggio 2026 · SOLARSPLIT
«Il mio tetto non è orientato a sud, non ne vale la pena.» È l’obiezione più frequente, e risale a un’epoca in cui i pannelli costavano tre volte tanto. Oggi la maggioranza dei tetti in Svizzera è adatta, e la domanda utile non è più «è possibile» ma «quanto produrrà il mio tetto, e con quale superficie». Ecco che cosa conta, e in quale ordine.
L’orientamento: il sud non è più obbligatorio
Swissolar lo formula in modo semplice: qualsiasi copertura non ombreggiata il cui orientamento non si discosta di più di 45 gradi dal sud è particolarmente adatta. Sud-est e sud-ovest producono quasi quanto il pieno sud. E un tetto est-ovest, a lungo scartato, produce in genere dall’80 all’85 % di un tetto sud per la stessa superficie, con un vantaggio che il sud non ha: la produzione si distribuisce dal mattino alla sera, il che si adatta meglio al consumo di una casa e fa salire il consumo proprio. È per questo che il settore posa sempre più pannelli su entrambe le falde.
Il nord resta il caso sfavorevole. Una falda nord ripida produce la metà di una falda sud, la si equipaggia solo se manca spazio altrove.
L’inclinazione: 30 gradi, ma il divario è piccolo
Alle nostre latitudini, l’irraggiamento annuo massimo si ottiene intorno ai 30 gradi verso sud. Tra 20 e 45 gradi, la differenza sull’anno resta di qualche punto percentuale. Un tetto piano non è un ostacolo: i pannelli vi sono posati su supporti zavorrati, spesso in est-ovest per sistemare più superficie. Una pendenza forte, oltre i 60 gradi, perde in estate ma guadagna in inverno, quando il sole è basso e la neve scivola. È il caso delle facciate e degli chalet in quota, che la Confederazione premia con un bonus.

L’ombra: il vero nemico
Un camino, un albero, un edificio vicino o un abbaino pesano più di un cattivo orientamento. L’ombra portata su una parte di un pannello può far crollare tutta la stringa di pannelli a cui è collegato, a meno che l’impianto non preveda ottimizzatori o microinverter. Il buon riflesso è guardare il proprio tetto in inverno, a mezzogiorno, quando il sole è più basso: ciò che è in ombra in quel momento lo sarà per buona parte dell’anno.
La superficie: cinque metri quadrati per kWp
Un kWp occupa circa 5 m² di pannelli moderni. Un impianto da 10 kWp, la dimensione tipo di una casa unifamiliare, richiede quindi una cinquantina di metri quadrati in un solo blocco, esclusi camini, finestre da tetto e margini di sicurezza sul bordo. Una falda di 30 m² accoglie 6 kWp, che coprono già una buona parte del consumo di un’economia domestica. La superficie disponibile si conta sul tetto reale, non sulla superficie al suolo.
Come la Confederazione ha già classificato il suo tetto
Ogni tetto della Svizzera è stato analizzato dall’Ufficio federale dell’energia (UFE) a partire dai dati meteorologici di MeteoSvizzera, dal modello 3D degli edifici e dal rilievo per le ombre. Il sito tettosolare.ch classifica ogni falda in cinque livelli, da «scarso» a «eccellente», e indica l’elettricità che potrebbe produrre all’anno. È un punto di partenza affidabile per l’orientamento e l’inclinazione. Ciò che non vede: l’albero del vicino piantato nel frattempo, lo stato della copertura, e il suo consumo, che decide la dimensione utile.
Che cosa aggiunge lo studio online
Lo studio online gratuito di SOLARSPLIT parte dal suo indirizzo, suddivide la sua copertura falda per falda sulle immagini aeree federali, trattiene le superfici utili, vi posa i pannelli e calcola la produzione attesa, la rimunerazione unica e il suo consumo proprio a partire dal suo consumo. In due minuti sa se il suo tetto vale la pena, e di quanto. Il sopralluogo tecnico viene poi a verificare sul posto lo stato della copertura, l’ombreggiamento reale e il passaggio dei cavi, prima che gli installatori quantifichino le loro offerte.
E il vostro tetto, quanto vale?
La simulazione è gratuita e online, sulla base dei dati pubblici del vostro edificio.
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